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venerdì 18 marzo 2011

IDV Verbania. Due parole sul teatro

“Non siamo contrari ad alcuna iniziativa che crei centri di aggregazione e culturali in città. Non siamo quindi contrari a un nuovo teatro cittadino. Ciò che ci fa sorgere dubbi riguardo al teatro(pardon: centro eventi) di Zacchera-Montani sono alcuni punti mai chiariti.” Con queste parole IDV chiarisce la sua posizione sul nuovo teatro: ”Elenchiamo i tre più importanti:

Il costo dell’opera. Si era partiti dai 10 milioni di euro, si sta “viaggiando” intorno ai venti ed è probabile che ci si assesti a non meno di venticinque. Senza un costo certo dell’opera, è difficile pensare che ci sia un progetto già definito e comprensivo anche delle opere accessorie.

Manca un piano finanziario. I soldi del PISU, sempre che arrivino, saranno dieci milioni e copri ranno a mala pena la metà dei costi. Il resto non potrà essere recuperato con accensioni di nuovi mutui (per non sforare il patto di stabilità) e non potranno, visti i tagli vecchi e nuovi dei trasferimenti ai comuni, essere finanziati con nuove entrate.

Manca un piano di gestione, completamente assente e che ci piacerebbe fosse quanto prima presentato e corredato del parere di esperti contabili indipendenti. La cultura, infatti, si sa, non paga. I costi di gestione di un tale centro, anche se arricchito da attività diverse (bar, ristoranti, sale congressi ecc…), saranno più alti delle entrate, come ci insegnano esperienze analoghe in tutta Italia. E allora occorre sapere dove saranno recuperate le risorse per il funzionamento del centro, prima di partire.” E i dipietristi, tramite il loro coordinatore provinciale Bombace, concludono:”Come si vede, non è una questione pre-concetta né di poco conto, ma di semplice buon senso di chi si preoccupa, non solo del presente ma anche del futuro della città. Ciò che spesso si tende a ignorare, infatti, è che i debiti contratti con leggerezza da un’amministrazione, non saranno onorati dagli amministratori, ma dai cittadini, spesso per i decenni a venire. Quando, e il nostro paese ne è pieno, non ci si trova davanti a dei veri, incompiuti monumenti allo spreco. Ciò che rischia di diventare, viste le premesse, il Centro eventi di Verbania.

Per questo a oggi, l’unica alternativa credibile e realistica a un teatro nella nostra città resta la ristrutturazione del sociale di Pallanza. Nonostante la variante diciotto. “.

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